GINNASTICA PREVENTIVA NEI SOGGETTI RISCHIO CADUTA
Il corso proposto da ASD Parabola del Movimento vuole essere un corso di ginnastica per prevenire i fattori di rischio delle cadute, episodi che spesso condizionano fortemente l’intera vita della persona.
La rottura del femore rimane un trauma che non coinvolge solo chi lo subisce ma tutta la sfera familiare che vi gravita attorno.
Chi ha avuto purtroppo esperienza di ciò può sicuramente condividere come la prevenzione dei rischi sia di molto preferibile rispetto al dover curare le conseguenze devastanti della caduta.
Tra i fattori di rischio per le cadute troviamo: problemi di equilibrio e debolezza muscolare; deficit visivi; carenza di vitamina D; uso di medicinali (come tranquillanti, sedativi o antidepressivi); patologie croniche, come malattie cardiache, demenza, ipertensione (o anche ipotensione che può portare a vertigini e una breve perdita di coscienza), dolore ai piedi o utilizzo di calzature inappropriate. A queste spesso si aggiungono altre problematiche come l’osteoporosi, patologia più comune nelle donne ma che può colpire anche gli uomini.
La maggior parte delle cadute sono causate da una combinazione di questi fattori di rischio, molti dei quali, per nostra fortuna, possono essere modificati.
Il 25-30% degli adulti con un’età superiore ai 65 anni ogni anno cade e questo avviene prevalentemente in ambiente domestico (cucina, camera, scale, bagno).
L’analisi delle schede di dimissione ospedaliera (Sdo) relative ai ricoveri nel 2010 per incidente domestico mostra come negli anziani le diagnosi di ricovero più frequenti siano: la frattura del femore (46,5% nei maschi e 55,3% nelle femmine), la frattura dell’arto superiore (omero, radio e ulna: 6% nei maschi e 12% nelle femmine), la frattura della colonna vertebrale (5,2% nei maschi e 4,1% nelle femmine).
La frattura del femore è molto più frequente nei soggetti di sesso femminile (75% dei casi circa; il 94% di questi riguarda donne over 65).
La caduta di un soggetto anziano può facilmente portare alla rottura del femore con un disagio per lui e per chi gli sta intorno che aumenta in maniera esponenziale. A distanza di un anno dal trauma infatti il 20% dei soggetti over 65 non è in grado di deambulare, il 40% necessita di ausili mentre il restante 40 % ritorna a camminare come prima.
Circa il 60% quindi non torna come prima, con una conseguente perdita di autonomia, un aumento della spesa sanitaria, stress psicologico, necessità di maggiore assistenza dal partner e dalla famiglia.
Il dato relativo alla mortalità conseguente a una frattura del femore è preoccupante: si consideri, infatti, coma nell’anno successivo all’evento traumatico il tasso di mortalità passi dal 15 al 25% negli over 65 e sfiori il 33% nel caso di persone over 75.
Nel nostro Paese si stima che ogni anno si verifichino dai 70.000 ai 90.000 casi di fratture femorali.
È stato stimato che in Europa nel 2030 saranno più di 750.000 i nuovi casi all’anno di frattura del femore; nel 2050 si arriverà a 1.000.000 di casi.
In base alle stime effettuate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2050 nel mondo si verificheranno circa 6,3 milioni casi di frattura del femore, circa 4,6 milioni in più rispetto al 1990.
Oltre all’aspetto salutistico, che rimane di prima importanza, non è di poco conto anche quelle economico. Le spese per il Servizio Sanitario Nazionale sono infatti altissime (quattro miliardi circa); a queste vanno poi sommate quelle a carico dell’INPS (un miliardo circa) considerando che sono le persone ultraottantacinquenni che contribuiscono per il 40% del totale delle fratture del femore. Questo dato è impressionante se si considera che gli over 85 rappresentano una percentuale minima della popolazione generale (2,5% circa).
È chiaro pertanto che la vita dell’anziano cambia drasticamente dopo una caduta. Il tutto si traduce non solo in termini di disabilità e ricoveri ospedalieri, lunghi e costosi per il Servizio sanitario nazionale, ma anche in gravi ripercussioni psicologiche: la perdita di sicurezza e la paura di cadere possono accelerare infatti il declino funzionale e indurre depressione o isolamento.
La frattura del femore non è purtroppo esente da complicazioni anche gravi: fra le più importanti si segnalano broncopolmonite ipostatica, cistopielite, flebotrombosi, pseudoartrosi, necrosi asettica e vizi di consolidamento.
Le cadute minacciano l’indipendenza degli anziani e causano una cascata di conseguenze individuali e socioeconomiche rappresentando quindi un problema di salute comune e serio con conseguenze anche gravi, tuttavia possono essere prevenute attraverso numerosi interventi basati sull’evidenza. Identificare i pazienti a rischio è la parte più importante della gestione, poiché l’applicazione di misure preventive in questa popolazione vulnerabile può avere un profondo effetto sulla salute pubblica. I medici di famiglia hanno un ruolo chiave nello screening dei pazienti anziani per il rischio di cadute.
L’obiettivo di questo corso è quello di intervenire preventivamente nei soggetti a rischio così da ricreare e/o mantenere una sufficiente autonomia per essere in grado di partecipare attivamente alla vita della società.
L’esercizio fisico ha come caratteristiche la costanza e la regolarità (a questo scopo il soggetto deve essere preparato in modo tale da consentirgli di eseguire gli esercizi in ambito domestico) oltre alla ripetitività, fattore essenziale per acquisire sicurezza, rapidità e precisione nei gesti.
Il corso è rivolto a:
- Soggetti over 65 che vogliono valutare la propria capacità di equilibrio attraverso specifici test.
- Soggetti over 65 che vogliono migliorare la propria capacità di equilibrio attraverso specifici esercizi.
- Soggetti over 65 che hanno subito un intervento e sono in fase di rieducazione funzionale.
- Soggetti over 65 che hanno subito un intervento per la rottura del femore nella fase post riabilitativa.
Il corso di ginnastica preventiva del rischio caduta ha i seguenti obiettivi:
- Valutazione dell’equilibrio: Valutare il funzionamento o malfunzionamento dei sistemi somato-sensitivo, vestibolare e visivo.
- Aiutare questa fascia di soggetti a ricreare e/o mantenere una sufficiente autonomia per restare attivi nella società.
- Miglioramento equilibrio
- Miglioramento della forza
- Miglioramento dell’autonomia
- Miglioramento dell’autostima
Dott. Luca Salsi
Chinesiologo, Laureato in Scienze dell’attività motoria preventiva e adattata
